652 66. Una volta due frati, camminando insieme giungono
presso un ospedale dei lebbrosi. Sulla strada scorgono del
denaro e si fermano discutendo cosa fare di quello sterco.
Uno di essi, ridendosi degli scrupoli del fratello, vorrebbe
raccoglierlo per offrirlo a quelli che servono, a pagamento,
i lebbrosi. Ma glielo impedisce il compagno, col dirgli che
è ingannato da falsa pietà. Ricorda pure al
temerario la parola della Regola, dalla quale risulta abbastanza
chiaro che il denaro trovato deve essere calpestato come polvere;
ma quello, testardo di natura, rifiuta gli avvertimenti. Trascurando
la Regola, si china e raccoglie la moneta. Ma non sfugge al
castigo divino: sull'istante è reso muto, batte i denti
e non riesce a dire una parola.
A questo modo il castigo mise in luce la sua insania, e quel
superbo punito imparò ad obbedire alla legge del padre.
Infine, gettato via quel puzzo disgustoso, le sue labbra impure
si purificarono alle acque della penitenza e si aprirono alla
lode.
Lo conferma il vecchio proverbio: Correggi lo stolto e ti
sarà amico.